Quando gli strumenti per il controllo di gestione fanno la differenza: il caso Charta

Charta è una cooperativa sociale che progetta e gestisce servizi socio-educativi come biblioteche, scuole, archivi, musei; nata nel 1990 da un gruppo di giovani operatori della cultura, oggi è formata da un centinaio di soci ed opera nelle provincie di Mantova, Cremona, Brescia, Rovigo, Vicenza e Verona.

Il Controllo di Gestione applicato a questa società di servizi si è reso sempre più urgente al crescere della cooperativa; infatti, dapprima gestito internamente attraverso pannelli di controllo, da qualche anno B-Space si occupa del supporto alla creazione di strumenti di gestione quali:

  • Riclassificato a margine di contribuzione: grazie alla riclassificazione del conto economico, i dati aziendali sono stati resi più fruibili alla Direzione. Infatti, il Riclassificato di Conto Economico permette una lettura agevole ed immediata della redditività aziendale, ma grazie alla ripartizione per Settori di costi e ricavi si è riusciti a verificare la marginalità aziendale di ogni linea di servizio;

  • Budget strategico: partendo dal portafoglio commesse e dagli obiettivi strategici aziendali si è redatto un budget in grado di dare informazioni fondamentali ai responsabili di ogni settore per la realizzazione dei servizi;

  • Andamento delle commesse: attraverso la codifica delle commesse e l’analisi dei dati provenienti dalla contabilità aziendale è stato possibile realizzare un pannello per il monitoraggio dell’andamento delle commesse, diviso per settori di pertinenza. Da una parte questo cruscotto permette di avere il controllo sull’avanzamento della fatturazione attiva rispetto al portafoglio commesse, dall’altra permette la consuntivazione di commessa attraverso l’incrocio con i dati provenienti dalla registrazione ore su commessa. A tutti gli effetti, questa attività si può trasformare nella consuntivazione di commessa.

Abbiamo chiesto al Presidente della cooperativa sociale Charta, Giuliano Annibaletti, cosa li abbia spinti a scegliere B-Space come loro partner e quali benefici traggono dalla nostra collaborazione. Ecco la sua risposta:

“Charta è una cooperativa di servizi culturali che lavora prevalentemente con Enti pubblici. Questo garantisce certezza negli incarichi e nei pagamenti, ma anche rigidità nella trattativa commerciale e – spesso – impossibilità di rinegoziare i prezzi di vendita dei servizi. Per Charta diventa quindi fondamentale elaborare strumenti di controllo puntuali, in grado di analizzare l’andamento del singolo incarico, soprattutto a livello di rendicontazione dei costi. Abbiamo scelto Business Space perché ci affianca nella scelta di strumenti di controllo di gestione adatti alle nostre peculiarità aziendali, portando l’esperienza di un affermato studio di professionisti del settore.”

Giuliano Annibaletti


Tips&Tricks

 Il conflitto positivo: cos’è e perché può essere un’arma vincente nelle dinamiche di un gruppo di lavoro?

Il conflitto all’interno di un gruppo di lavoro si manifesta quando persone, che per la natura del loro lavoro dipendono l’uno dall’altro, hanno punti di vista, interessi o obiettivi diversi se non addirittura contrastanti.

Nell’immaginario collettivo il conflitto è percepito come un qualcosa di estremamente negativo, in realtà i conflitti sono inevitabili ed è importante saperli riconoscere, gestire e mediare in chiave positiva – soprattutto all’interno di un contesto lavorativo – con il fine ultimo di raggiungere un obiettivo di team per il benessere dell’organizzazione e non per il benessere del singolo individuo.

Classifichiamo i conflitti in base alle motivazioni che lo animano.

  • Conflitti di tipo emotivo
    Causato dai sentimenti di una determinata relazione, in genere negativi, che possono essere scaturiti in seguito a una discussione in cui le persone si sono trovate coinvolte: il conflitto che si crea tende a degenerare perché le persone in questione non chiariscono i loro punti di vista, per timore dell’altro o per paura di esporsi;

  • Conflitti di interessi contrapposti
    Le persone coinvolte hanno interessi differenti e contrastanti che possono essere soddisfatti solo a discapito dell’altro;

  • Conflitti di informazioni
    Nascono spesso dal fatto che le persone coinvolte non solo hanno due punti di vista diversi ma hanno informazioni parziali o differenti: in questo caso la comunicazione può non andare a buon fine per la presenza di elementi di disturbo o perché non si dà tanta importanza all’ascolto.

Nella nostra esperienza, il conflitto costruttivo si può e si deve provare a fare. Il conflitto è costruttivo quando le persone coinvolte sono consapevoli che il disaccordo è un aspetto naturale all’interno delle dinamiche di gruppo e può anzi rappresentare un fattore chiave per il raggiungimento dei loro obiettivi comuni. Questo tipo di atteggiamento si riflette in un tipo di comunicazione in cui prevale la cooperazione: le idee e le opinioni di tutti sono ascoltate con interesse, attenzione e positività. E provando a individuare soluzioni ottimali rispetto all’obiettivo del gruppo di lavoro stesso, a volte anche a discapito di uno o più componenti del team.

La vostra azienda promuove il conflitto positivo?

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Innovare i processi aziendali e aumentare la competitività Come sbloccare il successo grazie a processi di business innovativi per le PMI italiane

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L’equilibrio d’impresa: gli adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili per cogliere i segnali di crisi